LA GOTTA


La gotta è una forma di artrite infiammatoria responsabile di intensi dolori e tumefazioni articolari.
Tale patologia si manifesta nei soggetti che hanno un eccessiva produzione di acido urico oppure che hanno difficoltà ad eliminarlo attraverso le urine. In entrambi i casi l’acido urico si concentra eccessivamente nel sangue andando a precipitare nelle articolazioni sotto forma di cristalli aghiformi di urato monosodico. Questi cristalli vengono riconosciuti come estranei dal nostro sistema immunitario e attaccati con l’inevitabile instaurarsi di un doloroso processo infiammatorio.


La gotta colpisce spesso l'alluce e le dita delle mani, ma può anche colpire articolazioni più grandi quali quelle del polso, delle ginocchia, della caviglia e del gomito.


La diagnosi si effettua attraverso un prelievo del liquido sinoviale dell’articolazione colpita. In questo modo si potrà vedere direttamente la presenza o meno dei cristalli aghiformi di urato monosodico. A questa indagine si affianca sempre la valutazione dell’uricemia, ovvero la quantità di acido urico presente nel sangue; questo valore dovrebbe sempre mantenersi inferiori a 6,0 mg/dl.


La gotta può essere una malattia progressiva e ciò significa che nel corso del tempo è possibile soffrire di ulteriori attacchi acuti di gotta se non si riceve un trattamento farmacologico adeguato che deve sempre affiancarsi ad un cambiamento dello stile di vita.


Il primo attacco acuto di gotta insorge all'improvviso, iniziando di solito nel bel mezzo della notte e ad una sola articolazione. Questo attacco dura pochi giorni e, successivamente, i sintomi scompaiono e l’articolazione torna ad essere normale. Dopo qualche tempo, però, possono verificarsi nuovi attacchi acuti. Nel corso del tempo più articolazioni potranno essere colpite e gli attacchi acuti diventeranno sempre più lunghi. I tempi che intercorrono tra un attacco acuto e l’altro  diventeranno sempre più brevi.  Quella che era inizialmente una forma sporadica di gotta diviene così una forma di artrite cronica definita  gotta “ricorrente”, che può influenzare la mobilità articolare fino ad arrivare ad impedire di camminare, lavorare o uscire.


Se si è in sovrappeso od obesi e si è affetti da gotta, perdere peso è una delle prime cose da fare, in quanto è stato dimostrato che riducendo il peso corporeo in eccesso si riducono gli attacchi acuti di gotta e migliorano le condizioni generali di salute.


E’ però fondamentale evitare di perdere peso troppo velocemente attraverso diete d’urto perché ciò potrebbe aumentare il livello di uricemia e scatenare un attacco acuto di gotta. Per non incorre in questo rischio non bisogna perdere più di 0,5 - 1 Kg a settimana.


Anche qualora non ci fosse la necessità di si perdere peso è molto importante prendere in considerazione l’aspetto nutrizionale poiché uno dei cardini della terapia della gotta cosi com’era in passato  è tuttora  sempre una dieta a basso contenuto di purine.

 

 

Il dottor Percossi è esperto nell'elaborazione di diete a basso contenuto di purine ideali per persone affette dalla gotta.